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Dall’entrata in scena dei famigerati “bonus” nel settore dell’edilizia, a noi Architetti capita spesso di sentirci dire:

…adesso con tutti sti bonus chissà quanti lavori avrai…. Bella la vita per voi architetti…

Non è esattamente così, anzi. Dal mio osservatorio personale ritengo questa un clamorosa occasione perduta e mi spiego.

Da anni la professione dell’Architetto non gode più della giusta considerazione, per tante ragioni che non serve analizzare in questo contesto ma
oggettivamente è così; chi ha la necessità o il desiderio di migliorare la propria abitazione non ha una reale dimensione di quale apporto o benificio
possa derivadare dall’avvalersi delle prestazioni di un Architetto.

Lo stimolo dei bonus fiscali ha indotto un grande interesse verso i benefici che possono derivare dal miglioramento energetico del proprio immobile ma,
diversamente da quanto sarebbe auspicabile, nella gran parte dei casi ci si affida a informazioni superficiali e parziali ricavate da internet…ai consigli
e alle “dritte” di qualche amico così insieme agli immancabili cappotto e fotovoltaico, si butta li anche qualche lavoro edile.

Per dare corpo a queste “suggestioni” ci si rivolge direttamente a chi realizzerà le opere, ragionando su cosa fare e come con poca perizia e ancor meno
esperienza e quando tutto è pianificato e deciso … si cercano qualcuno, architetto o geometra che sia, che risolva il problema delle pratiche edilizie.

In questo percorso si è totalmente perso il valore del Progetto e la prestazione dell’Architetto che arriva alla fine e non all’inizio dell’avventura,
risulta assolutamente marginale.

Questo, indubbiamente, anche per la qualità modesta delle prestazioni degli Architetti, ma qui ci affacciamo su un oceano.

Le ristrutturazioni diventano inevitabilmente omologate, senza slancio…realizzate copiando quello che si vede sul pannello espositivo delle
piastrelle di qualche showroom o da qualche pubblicità affascinanante.

Sono clamorose occasioni perdute per ottenere il reale miglioramento qualitativo dell’abitare che invece dovrebbe derivare dal mettere in atto operazioni
comunque disagevoli e impegnative economicamente.

Il simbolo più evidente di questa situazione sono le organizzazioni che oggi si stanno divorando il mercato. Non facciamo nomi ma non è difficile capire, che ti danno tutto…architetto compreso. Chi sia poi l’Architetto, quale sia il suo livello, le sue peculiarità, la sua esperienza, il suo bagaglio professionale poco conta. Basta che sia tutto dentro il pacchetto….Architetto e sanitari compresi.
Inutile sottolineare come il Progetto sia totalmente secondario e come diventi primario l’interesse commerciale. Punto.

A supporto delle considerazioni sopra espresse, faccio un breve accenno ad un incarico recentemente terminato, con soddisfazione.

Ristrutturazione di una villetta unifamiliare a schiera in un quartiere interamente composto da villette analoghe, tutte realizzate nello stesso
periodo con lo stampino. Si, vero che poi qualcuno si è dilettato nell’archetto, nel colorino, nel mattoncino ma la sostanza per tutti è sempre la stessa.

In questa occasione, grazie a Clienti avveduti, oltre al discorso del miglioramento energetico, impianti e compagnia, abbiamo potuto
dare corpo a una ristrutturazione profonda dell’organismo edilizio, demolendo e ricostruendo parti strutturali in modo diverso
fino a ottenere una soluzione abitativa totalmente diversa, attuale, piacevole e in grado di valorizzare quei pochi spunti interessanti che il
contesto poteva offrire.
Certo, ci sono voluti tempi diversi dal fare un cappotto e via, è stato necessario mettere in campo visione, conoscenza tecnica e
delle normative edilizie (spesso astruse come sappiamo) e tanta colloborazione tra chi esegue e chi pensa.

Ecco, questa occasione generata dallo stimolo economico dei Bonus, diversamente da tante altre non è stata persa o ridotta nella sua portata.

Il mero valore dell’immobile ne ha guadagnato ma soprattutto è migliorata la qualità dell’abitare di chi vivrà in questi ambienti sotto tutti i punti di vista.
Lo sguardo curioso dei vicini che a mezza bocca dicono…cavolo, averci pensato…richiama le occasioni perse, spesso per incapacità
e scarsa volontà di chi opera nel nostro settore.

Indubbiamente è più semplice mettere qualche bella piastrella o qualche listone del legno più pregiato…tutti faranno “OHH”, i costi
saranno un po’ più leggeri (…non sempre) ma dopo, vivendo si rimpiangeranno le occasioni perdute.

Tra una cosa e l’altra si è persa la capacità di immaginare qualcosa di diverso e di realizzarlo, affrontando le mille difficoltà
tecniche e il bagaglio di incertezza con cui ci si deve confrontare quando si prova ad osare puntando a qualcosa di veramente
nuovo e non solo a mettere un bel vestito a una casa “brutta”. Brutta rimane anche se vestita bene.

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Blog

Date

16 giugno 2023

Author

Massimo Flaminio

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