Edifici Classe A: Il Segreto è nell’Acqua di Falda
Come è possibile stabilire un legame tra l’acqua di falda e la classe energetica degli edifici?
Detta così potrebbe sembrare un paradosso: In effetti siamo abituati a considerare l’acqua della falda spesso come un problema, in alcune situazioni quasi una sciagura per i danni che provoca ai piani interrati degli edifici dove risale oltre il livello conosciuto in precedenza. Allo stesso modo, nei territori dove la presenza della falda è a livelli superficiali, si è costretti a costruire con sistemi particolarmente complessi e costosi, proprio per evitare il danneggiamento dei manufatti nelle porzioni interrate.
Tralasciando il tema più specifico di come costruire in presenza dell’acqua di falda, quello su cui vorrei porre l’attenzione è come trasformare questo problema in una opportunità da sfruttare all’interno dell’attualissimo discorso relativo alla classe energetica dei fabbricati di nuova realizzazione. Mi spiego.
L’ottenimento di una classe energetica di buon livello prevede che la produzione del calore sia effettuata con sistemi a basso consumo di energia; tra le varie opzioni oggi disponibili per assolvere a questo compito, spesso si ricorre al sistema a pompa di calore (aria/acqua, aria/aria ecc.), alimentato da un sistema di autoproduzione dell’energia elettrica (fotovoltaico).
Uno dei più efficienti tra i diversi sistemi di produzione del calore (o del raffrescamento) a pompa di calore è quello acqua/acqua; senza avventurarsi in discorsi troppo tecnici, questo sistema per poter funzionare in modo ottimale necessita che il fluido (acqua) utilizzato all’interno del suo processo sia ad una temperatura costante e stabile. L’acqua di falda, per sua stessa natura in quanto collocata in un ambito che non subisce influenze dalle variazioni climatiche, garantisce questo preciso dato e può essere quindi estratta ad una temperatura costante (di solito intorno ai 15 gradi).
Ecco che la presenza della falda a quote “superficiali” diventa quindi una risorsa importante all’interno del complesso meccanismo di progettazione e realizzazione di edifici virtuosi dal punto di vista del basso consumo di energia. Questo tipo di soluzione viene realizzata, sommariamente, effettuando il prelievo e la restituzione (obbligatoria) dell’acqua da immettere nel processo produttivo del calore a servizio del fabbricato, mediante idonei pozzi da realizzare in base a specifiche e vincolanti caratteristiche e previa autorizzazione da parte degli organi competenti.
Nella nostra realizzazione a Sedriano in via Turati , ci siamo confrontati con un territorio con queste peculiarità; accanto al complesso sistema costruttivo che ci ha permesso di realizzare piani interrati dove normalmente non avviene, abbiamo utilizzato la presenza della falda per ottimizzare il sistema di produzione del calore a basso consumo energetico con un impianto a pompa di calore acqua/acqua accoppiato alla distribuzione del riscaldamento mediante pavimenti radianti e un impianto fotovoltaico di ultima generazione in grado di alimentare le apparecchiature.
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Blog
Date
1 luglio 2023
Author
Massimo Flaminio
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